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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Mobspace (del 18/09/2008 @ 18:22:53, in 0.Cierre Edizioni, linkato 85 volte)
Video-intervista realizzata durante la prima giornata di lavori di RING 2008, dedicata al "Futuro delle reti nel futuro della comunicazione".
Altre video-interviste dell'evento sono disponibili su YouTube (autori: Stefano Petrucci, Assodigitale), mentre alcune foto sono su Flickr (autore: Michele Ficara Manganelli). Infine, l'evento in diretta è visibile nei giorni 17, 18 e 19 Settembre su SalentoWeb.tv
Ho scritto anche alcuni articoli sul blog della manifestazione NextMediterranean.org, due già pubblicati in precedenza (la "video-lezione sulla comunicazione mobile" e "i giovani finlandesi e la congergenza multimediale") e uno inedito, "Mare Balticum Mare Nostrum".
Di Mobspace (del 03/09/2008 @ 14:13:32, in 6.Controllori o Controllati?, linkato 89 volte)
È di ieri la notizia che Google ha lanciato il suo browser. Questa mossa ha sconvolto il Web, che in poco ore è stato letteralmente invaso da discussioni, recensioni e prove della nuova meraviglia del gigante del Web. Tra i vari articoli, mi ha colpito quello dell'autorevole Slashdot, che riporta il seguente frammento dell'end-user agreement:
"By submitting, posting or displaying the content you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free, and non-exclusive license to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any content which you submit, post or display on or through, the services. This license is for the sole purpose of enabling Google to display, distribute and promote the services and may be revoked for certain services as defined in the additional terms of those services."
In poche parole, sembra che Google si riserva il diritto di utilizzare se ritenuto opportuno qualsiasi tipo di contenuto che passa attraverso il suo browser. Spero che gli utenti si mobilitino per costringere Google a togliere o almeno modificare questo controverso passaggio, non di certo a supporto degli utenti.
Piu tempo passa e più mi sembra che Google si stia trasformando in un diavolo di Faustiana memoria che tenta l'utente offrendogli l'uso gratuito e perpetuo di applicazioni, Internet e presto mobili, di cui egli non potrà più fare a meno. In cambio Google apparentemente non chiede niente, ma forse troppo tardi l'utente si accorgerà che in realtà il patto prevede l'offerta della propria anima (digitale), ovvero la manipolazione indiscriminata dei propri dati in formato digitale.
"By submitting, posting or displaying the content you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free, and non-exclusive license to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any content which you submit, post or display on or through, the services. This license is for the sole purpose of enabling Google to display, distribute and promote the services and may be revoked for certain services as defined in the additional terms of those services."
In poche parole, sembra che Google si riserva il diritto di utilizzare se ritenuto opportuno qualsiasi tipo di contenuto che passa attraverso il suo browser. Spero che gli utenti si mobilitino per costringere Google a togliere o almeno modificare questo controverso passaggio, non di certo a supporto degli utenti.
Piu tempo passa e più mi sembra che Google si stia trasformando in un diavolo di Faustiana memoria che tenta l'utente offrendogli l'uso gratuito e perpetuo di applicazioni, Internet e presto mobili, di cui egli non potrà più fare a meno. In cambio Google apparentemente non chiede niente, ma forse troppo tardi l'utente si accorgerà che in realtà il patto prevede l'offerta della propria anima (digitale), ovvero la manipolazione indiscriminata dei propri dati in formato digitale.
Verso una società dell'informazione dal volto umano: come riconciliare sviluppo economico e sociale?
Di Mobspace (del 03/09/2008 @ 09:08:48, in 1.Societ� dell'Informazione, linkato 92 volte)
E´ possibile fare molte riflessioni sul periodo in cui viviamo. Una di queste spesso mi porta a riflettere sulle conseguenze dell'iper-specializzazione, che alcuni Paesi vorrebbero far iniziare già a partire dal ciclo della scuola elementare. Conoscere una minima parte di tutto ciò che c'è da conoscere, ma meglio di chiunque altro, sembra essere uno degli scopi ultimi dell'educazione al servizio del mercato che richieste questo tipo di competenze.
Spesso mi chiedo quale sia lo scopo del mio lavoro di ricerca, che conduco in parte in ambiente universitario e in parte in azienda. Una delle principali differenze che riscontro è che, mentre l'accademia è interessata all'approccio e alla metodologia, l'azienda va subito al sodo, chiedendo dei risultati e delle applicazioni. Questo atteggiamento riflette due diversi orientamenti, uno legato alla passione per il progresso umano, sociale e culturale, e l'altro relativo alle possibilità di crescita economica. Nella Società dell'Informazione odierna, in cui contano maggiormente gli indicatori economici, le altre dimensioni dei termini "crescita" e "sviluppo" rimangono pressocchè ignorate. La tecnologia, in questo contesto, è spesso considerata solamente come "motore di sviluppo dell'economia dell'informazione". Per realizzare una Società dell'Informazione dal volto umano è necessario non tanto sviluppare nuove soluzioni tecnologiche quanto cominciare a pensare e agire in modo differente.
Qualcuno ci aveva provato già in passato a cambiare il corso degli eventi in direzione sostenibile; nel Marzo del '68 il Presidente Americano Robert F.Kennedy fece un discorso all'Università del Kansas sul significato di Prodotto Interno Lordo (PIL), mostrando come con esso ci riferisca a "tutto eccetto che alle cose per cui vale la pena vivere". Come tutti sanno, non fece in tempo a continuare la sua politica innovativa e fu ucciso solo pochi giorni dopo quel discorso....
Oggi il suo insegnamente va visto alla luce delle sfide della globalizzazione, che richiedono di riconciliare sviluppo economico e sociale. Un contributo, non sufficiente, in questa direzione riguarda l'impiego di indicatori come l'indice di sviluppo umano, realizzato nel 1990, o quello di "felicità interna lorda" (GNH), ufficialmente in uso nel Bhutan, Paese basato sui valori spirituali del buddhismo.
Spesso mi chiedo quale sia lo scopo del mio lavoro di ricerca, che conduco in parte in ambiente universitario e in parte in azienda. Una delle principali differenze che riscontro è che, mentre l'accademia è interessata all'approccio e alla metodologia, l'azienda va subito al sodo, chiedendo dei risultati e delle applicazioni. Questo atteggiamento riflette due diversi orientamenti, uno legato alla passione per il progresso umano, sociale e culturale, e l'altro relativo alle possibilità di crescita economica. Nella Società dell'Informazione odierna, in cui contano maggiormente gli indicatori economici, le altre dimensioni dei termini "crescita" e "sviluppo" rimangono pressocchè ignorate. La tecnologia, in questo contesto, è spesso considerata solamente come "motore di sviluppo dell'economia dell'informazione". Per realizzare una Società dell'Informazione dal volto umano è necessario non tanto sviluppare nuove soluzioni tecnologiche quanto cominciare a pensare e agire in modo differente.
Qualcuno ci aveva provato già in passato a cambiare il corso degli eventi in direzione sostenibile; nel Marzo del '68 il Presidente Americano Robert F.Kennedy fece un discorso all'Università del Kansas sul significato di Prodotto Interno Lordo (PIL), mostrando come con esso ci riferisca a "tutto eccetto che alle cose per cui vale la pena vivere". Come tutti sanno, non fece in tempo a continuare la sua politica innovativa e fu ucciso solo pochi giorni dopo quel discorso....
Oggi il suo insegnamente va visto alla luce delle sfide della globalizzazione, che richiedono di riconciliare sviluppo economico e sociale. Un contributo, non sufficiente, in questa direzione riguarda l'impiego di indicatori come l'indice di sviluppo umano, realizzato nel 1990, o quello di "felicità interna lorda" (GNH), ufficialmente in uso nel Bhutan, Paese basato sui valori spirituali del buddhismo.
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