
I telefonini ormai fanno veramente di tutto; nel terzo capitolo di “Comunicazione Mobile” avevo addirittura paragonato il telefonino al coltellino svizzero, utile principalmente in situazioni di emergenza. Tra le ultime invenzioni, EMMA, il telefonino che fa l’ecografia, inventato dall’ideatore sudcoreano Hyoung Won, e addirittura il telefonino che fa il caffè, di cui non ricordo il nome, ma che ho avuto modo di vedere in un servizio dell’emittente Tv5 Monde. Sicuramente non ci fermeremo qui e presto si parlerà di porto d’armi necessario per acquistare i telefonini-pistola.
In questo post vorrei soffermarmi non sulle nuove funzionalità che sono quotidianamente aggiunte al nostro inseparabile compagno, ma sul confronto con un oggetto che di tecnologico ha ben poco: la bottiglietta d’acqua. L’idea di fare un parallelo fra i due oggetti mi è venuta nel momento in cui stavo riempiendo a casa la mia bottiglietta da mezzo litro per portarla in treno. Ho pensato:
“la bottiglietta d’acqua sta al rubinetto come il cellulare al telefono di casa”
Ovvero, la bottiglietta è un rubinetto “senza fili”, che permette di avere sempre accesso ad una risorsa preziosa, ovvero l’acqua. Pertanto, la prima similitudine fra i due riguarda la portabilità; purtroppo, la libertà dell’accesso (all’acqua o all’informazione/comunicazione) non è illimitata: infatti, entrambi gli oggetti hanno una limitata capacità, determinata rispettivamente dalla grandezza della bottiglietta e dalle proprietà della batteria. Quando è bevuta l’ultima goccia o quando appare il fatidico messaggio “batteria scarica” allora bisogna correre verso un punto dove ricaricare l’oggetto grazie ad un rubinetto o a una presa elettrica. In questo caso, la bottiglietta è più immediata in quanto non ha bisogno di un caricatore. Pertanto, questo ci fa concludere che entrambi gli oggetti sono ricaricabili. Inoltre sia la bottiglietta d’acqua che il telefonino, da soli, hanno poco valore, in quanto entrambi dipendono da una rete di fornitura della risorsa di cui hanno bisogno. La bottiglietta d’acqua dipende, attraverso il rubinetto, dalla rete idrica, mentre il telefonino dalla rete elettrica (per il caricamento della batteria) e dalla rete di telecomunicazioni (per il segnale). Se poi consideriamo anche le dipendenze con la rete Internet o WiFi per i vari accessi all’informazione, allora la situazione diventa ancora più complessa. Anche in questo caso, la bottiglietta vince il confronto in quanto presenta meno dipendenze per il funzionamento ottimale. E le somiglianze fra i due oggetti non finiscono qui! Infatti, sia la bottiglietta d’acqua che il telefonino sono oggetti personali e personalizzabili. In fatto di personalizzazione, il telefonino sicuramente presenta più possibilità, in quanto la bottiglietta può essere trasformata in “oggetto artistico” strappando l’etichetta, disegnandoci sopra con il pennarello o cambiando il tappo. Di sicuro comunque, molte più persone sono abituate a cambiare lo sfondo o la suoneria del proprio telefonino di quante invece si sbizzarriscono a personalizzare la propria bottiglietta. Per quanto riguarda invece la natura personale dell’oggetto, c’è da dire che entrambi hanno un possessore, ma possono essere condivisi con altri (offrendo un sorso d’acqua all’amico o dando la possibilità di fare una chiamata). Nella condivisione di risorse, il telefonino è più flessibile, in quanto non permette solo di condividere gli “atomi” (il telefonino), ma anche i “bit” (l’informazione). La natura digitale dell’informazione contenuta del telefonino fa sì che inviare un SMS, dare un numero di telefono ad un amico o trasferire una foto scattata grazie a Bluetooth siano tutti modi di condividere la comunicazione con altri.
Altre somiglianze possono essere trovate se si considera l’uso che si fa della bottiglietta d’acqua e del telefonino; entrambi si rivelano utili in emergenze, ma allo stesso tempo possono anche presentare dei pericoli per l’utente. Si pensi al caso delle bottigliette d’acqua contaminate da sostanze tossiche che diffuse nel Nord-Italia una vera e propria psicosi nel dicembre del 2003. Anche il telefonino si presenta come un’arma a doppio taglio, rivelandosi potenzialmente pericoloso per la propria salute (onde elettromagnetiche, distrazioni da telefonino, mobile addiction…) o per la propria privacy (intercettazioni), citando solo alcuni degli aspetti emersi dalle storie presentate dai media nel corso degli anni. Sia la bottiglia d’acqua che il telefonino, per essere usati al meglio, necessitano di conoscenza dello strumento da parte dell’utente, che in questo modo riesce a sfruttare le sue potenzialità e limitarne i rischi. Nel caso delle bottigliette d’acqua avvelenate, la maggior parte dei rischi poteva essere evitata semplicemente capovolgendo la bottiglietta prima dell’acquisto e vedendo se fuoriescono dal collo delle gocce. Di sicuro, dovendo giudicare tra bottiglia d’acqua e telefonino l’oggetto più sicuro, sceglieremmo il primo.
L’ultimo elemento di confronto riguarda la possibilità di replicare le caratteristiche dell’altro oggetto. Il telefonino riesce a offrire le funzioni di tanti altri oggetti d’uso quotidiano, come la televisione, la macchina fotografica, la cartina geografica…ma non è capace di tramutarsi in bottiglia d’acqua. Al contrario, la bottiglietta d’acqua si può trasformare in un “communication medium”; chi non ha mai sentito dire delle storie di naufraghi che hanno racchiuso le loro speranze di salvezza in un messaggio conservato all’interno di una bottiglietta? Mentre la comunicazione mobile viaggiava nell’etere, i messaggi in bottiglia erano affidati alle correnti dell’oceano, senza offrire né una garanzia di approdo né un eventuale soccorso. Il naufrago, infatti, contava sull’aiuto dello sconosciuto che eventualmente avrebbe letto il suo messaggio, mentre la comunicazione mobile avviene solitamente tra persone che si conoscono già.
Nonostante tutto, il messaggio in bottiglia dimostra la superiorità della bottiglietta d’acqua sul telefonino; per poter realmente “cambiare il mondo”, le nuove tecnologie non dovrebbero semplicemente offrire Internet o televisione sul telefonino. Troppo semplice! Esse sarebbero veramente innovazioni radicali se riuscissero a raggiungere la stessa potenza espressiva di un oggetto semplice come la bottiglietta, cioè offrendo la possibilità di accesso a risorse naturali indispensabili (come l’acqua). Qualche idea? Un telefonino-bacchetta rabdomante per reperire l’acqua nel sottosuolo o anche un telefonino con un filtro che renda potabile l’acqua salata…

Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3
Permalink
Commenti
Archivio
Stampa








