Ma cosa significa in pratica "societá dell'informazione dall'aspetto umano"? Quali sono gli elementi principali che la costituiscono? E quali le azioni necessarie che devono essere realizzate dal settore pubblico e privato per realizzarla?
Per trovare una risposta a queste domande, non si puó prescindere dalle varie definizioni di societá dell'informazione; nel mio libro, sostengo che nella ‘società dell’informazione’, la conoscenza é vista come prodotto. La convergenza multimediale enfatizza ancora di piú questo aspetto, ma si deve tenere presente anche la tendenza a
- considerarla post-moderna, ovvero solo dei consumi e del rischio/frammentazione per la contiguità di elementi di spazio – tempo senza centro ideale di contatto (v. per es. la pluralità dei ruoli di ogni individuo) –questo la renderebbe abbastanza in continuità con quella industriale)
- a puntare solo sulla crescita economica sfruttando e promovento il progresso tecnologico con conseguente rischio alienazione individuale (peraltro non più tempo libero privato e tempo pubblico del lavoro) e degrado ambientale
- a minimizzare i nodi del centro della rete sociale (es. multinazionali) con conseguenti squilibri (es. gap tra ricchi e poveri)
Al contrario, la "societá dell'informazione dall'aspetto umano" non enfatizza tanto l'aspetto economico (conoscenza = prodotto; competizione globale...). Al contrario, punta sullo sviluppo sociale per costruire
una “societá sostenibile”, in cui la crescita economica non é ignorata, ma risulta solo un effetto collaterale di strategie che puntano alla crescita sociale. Le nuove tecnologie, ed in particolare il telefonino, sono una delle
chiavi di volta per conciliare sviluppo economico e sociale. Come? Grazie all'implementazione di servizi che considerino gli utenti non solo come consumatori o "mucche da mungere", ma soprattutto in qualitá di cittadini attivi, creativi e responsabili. Il Web2.0 porta numerosi esempi di innovazioni prodotte dal basso e spesso sfruttate dalle multinazionali per ridurre/ottimizzare costi o dare una patina di innovazione alle proprie strategie (che comunque sono sempre e comunque solo orientate alla crescita economica). Per esempio, il famoso paradigma del "giornalista diffuso" spesso si riduce semplicemente ad uno strumento per ottenere foto di qualitá da pubblicare nel giornale (o nel suo sito), avvicinare ed incuriosire i lettori e presentarsi come un'azienda al passo coi tempi. Dal punto di vista dei costi, premiare un utente sconosciuto che invia una foto con 50 o 100 euro costa molto meno che stipendiare fotografi professionisti (o freelance).
Sono tanti gli esempi che si potrebbero presentare....in realtá, la vera innovazione esiste quando si incoraggiano gli utenti a passare da un modello basato sul consumo di risorse tangibili ad uno basato sul riutilizzo e la condivisione di esse. Per alcuni servizi, si deve invece passare dal consumo di risorse tangibili (limitate) al consumo di risorse intangibili (illimitate), ovvero elettroniche. Per esempio, incoraggiare le video-conferenze nei meeting aziendali e un modo di risparmiare sui loro spostamenti (aerei, ferroviari...) e ottenere risultati simili. La Finlandia é di nuovo all'avanguardia in questo settore:
(2007-09-26)Are you tired of travelling between Helsinki and Stockholm to weekly meetings? There is an alternative: The TelePresence video conference, where participants sit face-to-face around the same table as if they were physically in the same space. The service saves time, money and the environment.

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