Dopo il saluto del Magnifico Rettore, interverranno Flavio Corradini, Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, Emanuela Merelli, Presidente dei corsi di laurea in Informatica, Maurizio Pierlorenzi, Direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Compartimento delle Marche e Lucia Ruggeri, coordinatore del Master in Diritto, economia e tecnologie informatiche.
L’incontro sarà seguito dalla cerimonia di consegna dei diplomi dei corsi di Computer forensic e di Master in diritto, economia e tecnologie informatiche, corsi nei quali, con approccio fortemente interdisciplinare, vengono studiate gran parte delle problematiche oggetto dello studio del libro.
La presentazione sarà preceduta da un servizio che la radio locale, RadioC1, manderà in onda Giovedì 14.6 alle 19.45 nel corso del notiziario. È possibile ascoltare la radio anche in Rete a questo indirizzo.
Dove eravamo rimasti? Alle ultime parole famose, pronunciate a inizio marzo dal sottosegretario allo sviluppo economico, Filippo Bubbico, secondo il quale l’abolizione dei costi di ricarica non avrebbe portato ad un aumento delle tariffe (in Italia sono già tra le piú alte d’Europa) bensí ad una diminuzione. Ebbene, a distanza di un paio di mesi, facendo il punto della situazione, ci accorgiamo che, nonostante i buoni auspici governativi, ciò non è avvenuto.
Mancando originalità e innovazione, al management italiano delle compagnie telefoniche non resta che aggirare lo scoglio dell’abolizione delle ricariche, cambiando e aumentando le tariffe. Dopo il decreto Bersani lo scenario delle offerte commerciali è mutato totalmente, lasciando i consumatori smarriti e perplessi. Districarsi nella selva di nuove tariffe che cambiano continuamente non è cosa facile. Inoltre buona parte di esse sembra avere l’unico scopo di invogliare ad un consumo maggiore del telefonino (vedi spot “vitamine” di Tim). Luca Berardi, analista esperto di telecomunicazioni presso il gruppo di ricerca Idc, riassume così le mosse delle big: "gli operatori recupereranno parte dei costi di ricarica perduti, attuando varie manovre. In linea di massima, consigliamo agli utenti di conservare le vecchie tariffe, perché le nuove sono in media più care”.
Analizziamo caso per caso la situazione:
Wind. Ha eliminato a tappeto le vecchie tariffe sostituendole con nuove molto più care, imponendo questo cambiamento anche ai vecchi utenti. Al momento l’Autorità Garante delle Comunicazioni sta verificando se questo comportamento è regolare. Inoltre dal 16 aprileWind ha triplicato i costi per navigare sul cellulare al di fuori del portale mobile di Wind.
TIM ha poi aumentato i costi per l’accesso al portale mobile, il cui scatto è passato da 20 a 28 cent. Un altra manovra della dirigenza é stata quella di diminuire la commissione per le ricariche offerta ai tabbacai.
Concluedendo, la tariffa Tim più apprezzata rimane la TIM Club, esistente già prima del decreto Bersani e che costa 19 cent al minuto, 9 cent verso 3 numeri a scelta, Tim o rete fissa, senza scatto.
Vodafone. Anche qui caos nelle tariffe. Dei 5 vecchi piani tariffari ne sono rimasti solo 2. Purtroppo tra quelle soppresse risulta anche Happy Ricarica, che secondo Altroconsumo era la tariffa Vodafone più economica. I nuovi arrivati sono You&Vodafone, Zero Limits e Vodafone Tutti. Le proposte non sono il massimo della chiarezza e richiedono la consulenza di uno specialista. Vodafone Tutti concede una tariffa scontata di 12 cent al minuto (con scatto di 16 cent) a chi fa almeno 15 euro di ricarica al mese. You&Vodafone ha uno scatto di 19 cent e costa 1,7 o 30 cent al minuto a seconda del numero chiamato. ZeroLimits include in 6 euro al mese mille minuti di chiamate verso numeri Vodafone, per le quali si paga solo il primo minuto; più 100 Sms e 100 Mms verso Vodafone. Il prezzo al minuto è 19 cent; 19 cent di scatto alla risposta. Alcune osservazioni nascono spontanee. In primo luogo lo scatto alla risposta, che rimane un’anomalia tutta italiana. In secondo luogo, dato che si può migrare verso nuovi operatori senza cambiare il vecchio numero, come si puó capire l’operatore del numero chiamato e quindi sfruttare la potenzialità di una tariffa come You&Vodafone e ZeroLimits? Perchè non attivare un servizio gratuito con cui l’utente può ottenere questa informazione? E per quanto riguarda la trasparenza si può sicuramente aiutare l’utente medio a decifrare le tariffe: quanto tempo sono 1000 minuti? Non sarebbe più appropriato parlare di ore? Anche Vodafone, per concludere, sembra voler semplicemente incitare i clienti ad un consumo maggiore.
3 Italia. Dal caos post-Bersani è l’operatore che ne esce con un’immagine migliore, visto che é quella che ha apportato minori modifiche e non ha cambiato le tariffe. Ha però eliminato le ricariche Power, che davano dei bonus di traffico e ha aumentato il costo per cambiare il piano tariffario (da 6 a 9 euro).

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